Volume 90 (1-2), 2002 |
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PARTE I: Attività
della Società |
Pag. |
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F. Spinedi |
Rapporto d'attività
2001 |
7 |
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M. Conedera |
143a Assemblea
ordinaria autunnale 2001 |
8 |
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N. Römer |
144a Assemblea
ordinaria primaverile 2002 |
10 |
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Statuti della Società
ticinese di scienze naturali |
12 |
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PARTE II: Comunicazioni
scientifiche |
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| 1 |
M. Antognini
T. Sharpe |
Le osservazioni sulla geologia del luganese
di H.T. De la Beche (1796 - 1855): dal diario di viaggio
alla pubblicazione |
17 |
| 2 |
V. Ferraiuolo
C. Krieger
G. Santi |
Upper Pleistocene Marmota
marmota Linnaeus, 1758 remains from Como Province(Lombardy-Northern
Italy).
Osteological study and morphometric observations |
29 |
| 3 |
F. Confortini
A. Decarlis
C. Krieger
M. Malzanni
G. Santi |
Further news to the Lower Permian
palaeoichnology of the Brembana Valley (Orobic Basin,
Southalpine) |
39 |
| 4 |
M. Blant
R. Della Toffola
P. Morel
M. Moretti |
Ritrovamento di centinaia di
ossa di pipistrello nella Grotta del Canalone (Monte Generoso,
TI): risultati preliminari |
45 |
| 5 |
M. Moretti
R. Pierallini |
Contributo alla conoscenza
di Pipistrellus pipistrellus s.l., P. kuhli, P. nathusii
e Hypsugo savii (Mammalia: Chiroptera) in Ticino
(Svizzera) |
51 |
| 6 |
I. Camponovo
U. Hofer
S. Misslin |
Monitoraggio delle popolazioni
di Saettone (Elaphe longissima), di Biacco (Hierophis
viridiflavus) e di Natrice dal collare (Natrix
natrix helvetica) in località Boschi, Stabio
TI |
59 |
| 7 |
Gruppo di lavoro «Libellule
Ticino» (GLT) |
Inventario odonatologico delle
zone umide planiziali del Cantone Ticino (Svizzera) e
basi per un programma d’azione cantonale |
69 |
| 8 |
I. Giacalone
P. Dioli
N. Patocchi |
Monitoraggi faunistici alle
Bolle di Magadino (Svizzera meridionale)
Eterotteri acquatici e terrestri (Insecta, Heteroptera:
Gerromorpha, Nepomorpha e Geocorisae) |
81 |
| 9 |
F. Arnaboldi
M. Conedera
G. Maspoli |
Distribuzione e potenziale invasivo di
Ailanthus altissima (Mill.)
Swingle nel Ticino centrale |
93 |
| 10 |
G. Brusa |
Aspetti ecologici di briofite e licheni
nelle comunità corticicole su Quercus robur |
103 |
| 11 |
L. Paltrinieri
B. Jann |
Macrofite del Lago Ceresio: studio dei
popolamenti e della distribuzione alla luce della nuova
situazione trofica del lago, rive svizzere e rive di Campione
d’Italia |
113 |
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PARTE III: Notizie |
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F. Spinedi |
Stato meteorologico 2001 |
125 |
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N. Schoenenberger
P. Druart
P. Giorgetti Franscini |
Note floristiche ticinesi: la flora della
rete ferroviaria con particolare attenzione alle specie
avventizie.
Parte I |
127 |
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Centro protezione chirotteri Ticino (CPT)
|
Pipistrellus pygmaeus, una specie
di pipistrello scoperta di recente in Europa, è
presente anche in Ticino |
139 |
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Le
osservazioni sulla geologia del luganese di H.T. De
la Beche (1796 - 1855): dal diario di viaggio alla pubblicazione |
| Marco Antognini |
Museo cantonale di storia naturale,
Via Cattaneo 4, CH-6900 Lugano |
marco.antognini@ti.ch
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| Tom Sharpe |
Department of Geology, National
Museums & Galleries of Wales, Cardiff CF10 3NP |
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Riassunto
Tra il 1825 ed il 1833 numerosi
illustri geologi, tra i quali il tedesco Leopold von
Buch e lo svizzero Bernard Studer, percorsero le rive
del lago di Lugano alla ricerca di nuovi elementi riguardanti
l’origine dei porfidi e la loro relazione con
la dolomia. Nel presente articolo presentiamo un manoscritto
inedito tratto dal diario di viaggio dell’inglese
Henry Thomas De la Beche (1796-1855), fondatore e primo
direttore del British Geological Survey, che nel 1829
visitò questa regione. I dati raccolti sul terreno
vennero utilizzati in alcune pubblicazioni, in particolare
quale esempio di relazione genetica tra l’intrusione
di materiale igneo e la dolomitizzazione del calcare.
Vengono inoltre discusse le osservazioni relative alla
presenza di massi erratici sul versante settentrionale
del Monte San Primo presso Como. Le illustrazioni qui
presentate sono uno splendido esempio delle notevoli
doti di De la Beche nel disegno. |
Abstract
Between 1825 and 1833 leading
geologists such as the German Leopold von Buch and the
Swiss Bernard Studer visited the Lake Lugano region
to study the relationship between igneous rocks (porphyry)
and dolomite. In this paper we present an unpublished
manuscript from the diary of the British geologist Henry
Thomas De la Beche (1796- 1855), founder and first Director
of the British Geological Survey who visited the region
in 1829 during his third continental tour. The observations
he made in this region were subsequently published as
illustrative of the theory of dolomitization. De la
Beche’s geological observations on the occurrence
and origins of the erratic blocks near Como (Monte San
Primo) are also discussed. The drawings which he made
on his tour are presented here and are fine examples
of De la Beche’s skill with pen and brush. |
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Upper
Pleistocene Marmota marmota Linnaeus, 1758
remains from Como Province(Lombardy-Northern Italy).
Osteological study and morphometric observations |
| Valentina Ferraiuolo
|
Via de Gasperi
13, I-24020 Cene (Bergamo) (Italy) |
|
| Chiara Krieger
|
c/o Dipartimento
di Scienze della Terra, Via Ferrata 1, I-27100 Pavia (Italy) |
|
| Giuseppe Santi |
Dipartimento di
Scienze della Terra, Via Ferrata 1, I-27100 Pavia (Italy)
|
gsanti@unipv.it |
Riassunto
Vengono studiati morfologicamente
e osteometricamente circa 300 reperti di Marmota
marmota L., 1758 provenienti da due località
della provincia di Como (Bulgarograsso e Olgiate Comasco).
Nel confronto fra parametri dentali, craniali e mandibolari
con resti di marmotte pleistoceniche provenienti dalla
Grotta dei Parmorari (Borgio Verezzi - Savona) ed attuali
(Piemonte), è stato dimostrato che i reperti
della collezione comasca possono essere inclusi nella
variabilità delle marmotte recenti e che più
in particolare, hanno una taglia inferiore rispetto
alle piemontesi. È confermata la taglia superiore
delle marmotte pleistoceniche, mentre le differenze
morfologiche riscontrate fra le marmotte comasche e
quelle piemontesi potrebbero dipendere o da diversità
sessuale o, più verosimilmente, da leggere variazioni
dell’ambiente di vita. |
Abstract
About three hundred remains
of Marmota marmota L., 1758 from two localities
of the Como Province (Bulgarograsso and Olgiate Comasco)
(Lombardy) are morphologically and osteometrically studied.
From the comparison of dental, craniometric and mandibular
parameters between the Pleistocene and recent marmots
from Parmorari Cave (Borgio Verezzi, Savona, Liguria
Region) and from the Piedmont, it has been demonstrated
that the Como collection specimens can be included in
the recent marmots variability and, more in particular,
that they have a smaller size compared to the ones of
Piedmont. The larger size of the Pleistocene marmots
is confirmed, whereas the observed morphologic differences
between the Como and the Piedmont marmots could be due
to the sexual diversity or, more probably, to slight
habitat variations. |
| Keywords:
Marmota, osteological and morphometric study, Pleistocene. |
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Further
news to the Lower Permian palaeoichnology of the Brembana
Valley (Orobic Basin, Southalpine) |
| Federico Confortini |
Museo Civico di Scienze Naturali «E.
Caffi», Piazza Cittadella 10, I-24129 Bergamo (Italy) |
|
| Alessandro
Decarlis |
Dipartimento
di Scienze della Terra, Via Ferrata 1, I-27100 Pavia
(Italy) |
|
| Chiara Krieger |
Dipartimento di Scienze della Terra, Via Ferrata 1,
I-27100 Pavia (Italy) |
|
| Matteo Malzanni |
Museo Civico di Scienze Naturali «E. Caffi»,
Piazza Cittadella 10, I-24129 Bergamo (Italy) |
|
| Giuseppe
Santi |
Dipartimento
di Scienze della Terra, Via Ferrata 1, I-27100 Pavia
(Italy) |
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Riassunto
I nuovi ritrovamenti di impronte
di tetrapodi dalla Val Brembana (Bacino Orobico, Lombardia)
permettono di estendere le conoscenze sull’icnoassociazione
del Permiano inferiore del Bacino Orobico. Questa icnoassociazione
è composta da: Camunipes cassinisi Ceoloni
et al., 1987, Amphisauropus latus Haubold,
1970, A. imminutus Haubold, 1970, Varanopus
curvidactylus Moodie, 1929 e da Dromopus lacertoides
(Geinitz, 1869). Inoltre, con la scoperta di C.
cassinisi nel Bacino Orobico viene documentata
la sua presenza in zone differenti dalla Val di Scioc
(limitrofa alla Val Brembana) dove risulta estremamente
abbondante. Queste nuove scoperte confermerebbero la
bassissima biodiversità durante il Permiano inferiore
ed il suo inserimento nella sottoetà faunistica
di Rabejac. |
Abstract
The new discoveries of the
tetrapod footprints from Brembana Valley (Lombardy,
Southalpine) permit to extend the knowledge about the
Lower Permian ichnoassociation of the Orobic Basin.
This ichnoassociation consists of Camunipes cassinisi
Ceoloni et al., 1987, Amphisauropus latus Haubold,
1970, A. imminutus Haubold, 1970, Varanopus
curvidactylus Moodie, 1929 and Dromopus lacertoides
(Geinitz, 1869). Besides, with the discovery of C.
cassinisi, the presence of this ichnospecies is
documented, in the Orobic Basin, for the first time
out of Scioc Valley (close to Brembana Valley), area
where it is extremely abundant. The new data should
confirm the very low biodiversity during the Lower Permian
and ascribe it to the Rabejac Faunal subage (FsA). |
| Keywords:
Brembana Valley, ichnoassociation, Lower Permian, Orobic
Basin |
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Ritrovamento
di centinaia di ossa di pipistrello nella Grotta del
Canalone (Monte Generoso, TI): risultati preliminari
|
| Philippe Morel |
Questo contributo è dedicato al collega e amico
Philippe Morel prematuramente scomparso. |
|
| Michel Blant |
ISSKA – Istituto svizzero di speleologia
e di carsologia, cp 818,
2301 La Chaux-de-Fonds |
info@isska.ch |
| Roberto Della Toffola |
LRSMG – Laboratorio di Ricerca Sotterraneo Monte
Generoso
2 SSS-TI – Società Svizzera di Speleologia
Sezione Ticino, cp 507,
6962 Viganello |
rdellatoffola@bluewin.ch |
| Marco Moretti |
CPT – Centro protezione chirotteri Ticino, 6717
Dangio |
marzia.roesli@ticino.com |
Riassunto
La Grotta del Canalone è
stata scoperta nel 1995. Durante i lavori di disostruzione
sono emerse centinaia di ossa di pipistrello. Si tratta
di uno dei più importanti giacimenti osteologici
di chirotteri della Svizzera. Sulla base di 410 ossa,
di cui 384 crani determinati alla specie, è stato
possibile descrivere in maniera preliminare la tanatocenosi,
che si compone di 11 specie. Le specie dominanti sono
Myotis bechsteini (45.6%), M. mystacinus
(11.5%), M. nattereri (8.8%), M. myotis
(8.5%) e M. emarginatus (7.8%). È la
prima volta in Svizzera che Myotis bechsteini
è presente in proporzioni così importanti
all’interno di una tanatocenosi. Attualmente in
Svizzera e in Ticino la specie è ritenuta rara.
Interessante è la presenza di 2 specie considerate
estinte in Ticino (Rhinolophus hipposideroos
e Myotis capaccinii), mentre curiosa è
l’assenza di alcune specie ritenute oggi ben ripartite
sul territorio ticinese. Il progetto, tuttora in corso,
si propone di completare la raccolta di ossa in nuovi
settori della grotta finora poco esplorati, di datare
alcuni reperti e di confrontare la chirotterofauna del
passato con quella attualmente presente sul Monte Generoso. |
Abstract
The Canalone Cave was discovered
in 1995. During the obstruction removal work, hundreds
of bat bones were uncovered. This discovery comprises
one of the most important osteological deposits of Chiroptera
in Switzerland. Based on 410 bones, 3 84 of which are
skulls, it was possible to preliminary describe the
tanatocenosis, which includes 11 species. The dominant
species were Myotis bechsteini (45.6%), M.
mystacinus (11.5%), M. nattereri (8.8%),
M. myotis (8.5%) and M. emarginatus
(7.8%). This is the first time in Switzerland that the
Myotis bechsteini is present in such important
proportions in a mass death. At present the species
is considered rare in Switzerland and in Ticino. Also
interesting is the presence of 2 species considered
to be extinct in Ticino (Rhinolophus hipposideros
and Myotis capaccinii), whereas curiously absent
are some species at present well distributed in our
canton. The project, still in progress today, proposes
to continue gathering bones in areas of the cave yet
to be explored, to date a number of the exhibits and
to compare the Chiroptera of the past with that of the
present on Monte Generoso. |
| Keywords:
Chiroptera, chirotteri, Myotis bechsteini, tanatocenosi,
ossa, grotta, Monte Generoso. |
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Contributo
alla conoscenza di Pipistrellus pipistrellus s.l.,
P. kuhli, P. nathusii e Hypsugo savii (Mammalia:
Chiroptera) in Ticino (Svizzera) |
| Marco Moretti |
Via Nosetto 4,
CH-6987 Caslano |
|
| Riccardo Pierallini |
Centro protezione chirotteri
Ticino, CH-6714 Semione |
pierallini.ric@bluewin.ch
|
Riassunto
Le specie appartenenti ai generi
Pipistrellus e Hypsugo sono considerate
tra le più antropofile e abbondanti in Europa.
In Ticino P. pipistrellus e P. kuhli
sono abbondanti e ben ripartiti. P. kuhli occupa le
regioni più calde al di sotto dei 600 m s.m.,
mentre P. pipistrellus è presente ovunque
e si spinge anche nelle valli interalpine. Hypsugo
savii è tra le specie investigate la meno
antropofila con distribuzione tendenzialmente montana.
Le informazioni relative a P. nathusii restano
per contro scarse e frammentarie. La fenologia riproduttiva
di P. pipistrellus, P. kuhli e H.
savii è differente. Pipistrellus pipistrellus
è, tra le specie esaminate, quella che si riproduce
prima durante l’anno, seguita a una decina di
giorni di distanza da P. kuhli e a circa due
settimane da H. savii. Questa sequenza risponde
alla ripartizione biogeografica delle specie e alle
loro esigenze trofiche. Pipistrellus kuhli
presenta il tasso di mortalità maggiore, soprattutto
nei mesi di febbraio-aprile. Questo può essere
dovuto sia alla sua origine mediterranea sia alle pronunciate
escursioni termiche che caratterizzano questa stagione
nelle aree planiziali dove la specie predomina. |
Abstract
The species belonging to the
genera Pipistrellus and Hypsugo are
considered to be amongst the most manfriendly and abundant
in Europe. In Ticino P. pipistrellus and P.
kuhli are abundant and well distributed. P.
kuhli occupies the warmest regions below 600 m
a.s.l., while P. pipistrellus is present everywhere,
also in the inter alpine valleys. Hypsugo savii
is the least man-friendly of the investigated species
with a predominantly mountainous distribution. On the
other hand, information regarding P. nathusii
remains scarce and fragmented. Reproductive phenology
of P. pipistrellus, P. kuhli and H.
savii is different. Amongst the examined species,
Pipistrellus pipistrellus reproduces first
in the year, followed by 10 days by P. kuhli and
by approximately 2 weeks by H. savii. This
sequence corresponds to the biogeographical distribution
of the species and to their nutritional needs. Pipistrellus
kuhli presents the highest mortality rate, especially
during the months of February-April. This could be due
either to its Mediterranean origin or to the pronounced
temperature range which characterizes this season in
the plains where this species predominates. |
| Keywords:
Distribution, roost, nursery, phenology, reproduction. |
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Monitoraggio
delle popolazioni di Saettone (Elaphe longissima),
di Biacco (Hierophis viridiflavus) e di Natrice
dal collare (Natrix natrix helvetica) in località
Boschi, Stabio TI |
| Ivan Camponovo
|
via San Gottardo 5a, 6877
Coldrerio |
| Ulrich Hofer |
Naturhistorisches Museum, Bernastrasse
15, 3005 Bern |
| Serge Misslin |
6986 Novaggio |
Riassunto
In località Boschi nel
comune di Stabio sono stati rilevati, in un mosaico
di ambienti comprendente bosco misto di latifoglie,
prati da sfalcio e campi di mais, dati sulla biologia
delle popolazioni di Saettone (Elaphe longissima),
di Biacco (Hierophis viridiflavus) e di Natrice
dal collare (Natrix natrixhelvetica) durante
un periodo di cinque anni. I rettili sono stati catturati
sia a vista sia mediante la posa di placche di metallo
(rifugi artificiali), lungo un transetto di 2 km, marcati
con microchips sottocutanei (transpondern) e immediatamente
rilasciati. In totale sono stati marcati 167 rettili
adulti. Le densità rilevate per il Saettone e
il Biacco corrispondono a 1.3, rispettivamente 1.4 animali
per ettaro, che indicano popolazioni di 36, rispettivamente
39 adulti; la popolazione di Natrice dal collare è
invece probabilmente più piccola. L’impegno
annuo di 20-25 campionature ha fornito tassi di ricatture
tali da permettere solo raramente una stima dei parametri
statistici delle popolazioni. A seconda della specie
e del sesso dal 28% al 50% di tutti gli esemplari marcati
sono stati rinvenuti sotto le placche di metallo. Il
metodo è dunque fortemente consigliabile per
il rilevamento in natura delle popolazioni di grossi
Colubridi. Nell’articolo vengono inoltre discusse
le possibili conseguenze della costruzione del progettato
tratto di strada nazionale attraverso la zona di studio. |
Abstract
In the «Boschi»
located in the village of Stabio (southern Ticino, Switzerland),
an area of mixed broadleaf forest, meadows and maize
fields, population parameters of three Colubrid species
– the Aesculapian Snake (Elaphe longissima),
the European Whip Snake (Hierophis viridiflavus)
and the Grass Snake (Natrix natrix helvetica)
– were estimated over a five-year period. Snakes
were obtained along a transect line 2 km in length by
hand capture and artificial shelters, marked with PIT-tags
and subsequently released. A total of 167 adult snakes
were marked. Aesculapian and European Whip Snake densities
were estimated at 1.3 and 1.4 snakes per hectare, respectively,
with population sizes of 36 and 39 adults, respectively.
The Grass Snake population is smaller in all probability.
The 20 to 25 samples per year yielded recapture rates
that only rarely allowed estimates of population parameters
with an accuracy of ±50%. Depending on species
and sex, between 28% and 50% of all marked snakes were
exclusively found under artificial shelters. For population
studies of large Colubrids this method is highly recommended.
The potential effects on the reptile fauna of a projected
highway intersecting the study area are addressed. |
| Keywords:
Serpentes, Colubridae, population parameters, artificial
shelters, Pradel models |
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Inventario
odonatologico delle zone umide planiziali del Cantone
Ticino (Svizzera) e basi per un programma d’azione
cantonale |
| Tiziano Maddalena |
6672 Gordevio |
tmaddalena@ticino.com |
| Marzia Roesli |
|
| Nicola Patocchi |
|
| Riccardo
Pierallini |
|
Riassunto
I dati raccolti dal 1997 al
1999 hanno permesso di ottenere un quadro aggiornato
della situazione della fauna odonatologica nelle zone
umide planiziali del Cantone Ticino (Svizzera) e di
identificare le specie la cui protezione in Ticino deve
essere considerata prioritaria (Specie Prioritarie Regionali
= SPR). La check-list aggiornata a dicembre 1999 conta
58 specie e sottospecie, 23 (40%) delle quali sono considerate
SPR. L’analisi dei descrittori ambientali, pure
raccolti durante lo studio, ha permesso di mettere in
evidenza i fattori che maggiormente influenzano le cenosi
odonatologiche in Ticino e di stabilire degli optimum
ecologici per le SPR. Sulla base degli optima ecologici
delle SPR sono state definite 2 tipologie di ambiente
prioritarie per le regioni planiziali del Cantone Ticino.
Utilizzando quali criteri la diversità di specie
e la ricchezza di SPR, sono inoltre state identificate
24 stazioni e 3 regioni prioritarie per la conservazione
della fauna odonatologica del Ticino. Le indicazioni
scaturite da questo studio forniscono elementi supplementari
da considerare nell’ambito di interventi di gestione
o ripristino delle zone umide planiziali del Cantone
Ticino. |
Abstract
Data collected between 1997-1999
give an actual picture of the dragonfly fauna situation
in the lowlands of Canton Ticino (Switzerland). They
also allow the identification of species of conservation
concern for the region of Ticino (Species of Regional
Priority = SPR). The checklist as of December 1999 counts
58 species and subspecies, 23 of which are considered
SPR. The analysis of the ecological variables collected
during this study allows the identification of factors
that mostly influence dragonfly communities in Ticino
and the establishment of ecological optima for the SPR.
Based on these ecological optima 2 habitat types of
priority for the lowland zones in Ticino are evidenced.
Taking as measures the diversity and the number of SPR,
24 localities as well as 3 regions of priority for the
conservation of the dragonfly fauna in Ticino are also
identified. The main results of this work should be
taken into consideration when planning management practices
or recovery actions in the wet zones of the Ticino lowlands. |
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Monitoraggi
faunistici alle Bolle di Magadino (Svizzera meridionale)
Eterotteri acquatici e terrestri (Insecta, Heteroptera:
Gerromorpha, Nepomorpha e Geocorisae) |
| Paride Dioli |
Museo civico di
Storia Naturale, I-23017 Morbegno |
paridedioli@virgilio.it |
| Isabella Giacalone |
Via al Roseto
19, CH-6877 Coldrerio |
isabellagiacalone@hotmail.com |
| Nicola Patocchi
|
Fondazione Bolle
di Magadino |
fbm@bluewin.ch
|
Riassunto
Alle Bolle di Magadino, sulle
sponde del Lago Maggiore (196 m s. m.) a sud delle Alpi,
è stato condotto uno studio sulle cimici (eterotteri)
acquatiche e terrestri mediante diverse metodologie
di campionamento (retino da sfalcio, caccia a vista,
trappole luminose, trappole «a emergenza»
e trappole Barber).
Complessivamente sono state rilevate 184 specie: 19
acquatiche e 165 terrestri. Si segnalano 4 specie nuove
per la Svizzera (Arocatus longiceps, Geocoris megacephalus,
Phytocoris ustulatus e Strongylocoris luridus)
e 25 nuove per il Ticino. Con queste nuove segnalazioni
il totale delle specie di eterotteri accertate finora
sul territorio cantonale sale a 470. Per gli eterotteri
terrestri gli ambienti che si evidenziano per il loro
valore ecologico sono: le praterie umide, le praterie
golenali dei fiumi Ticino e Verzasca gestite in modo
estensivo, il bosco golenale, i cariceti e i fragmiteti
per le specie caratterizzanti questi ambienti. Per gli
eterotteri acquatici gli ambienti più interessanti
sono le lanche bagnate direttamente dal lago. |
Abstract
Faunistic monitoring at the
Bolle di Magadino (Southern Switzerland). Aquatic and
terrestrial true bugs (Insecta, Heteroptera: Geocorisae,
Gerromorpha e Nepomorpha). A study of aquatic and terrestrial
true bugs was conducted at the Bolle di Magadino nature
reserve, located on the shore of Lake Maggiore (196
a. s. l.) in southern Switzerland.
The heteropteran bugs were sampled using sweep-nets,
luminous traps, pitfall traps and «emergence»
traps. A total of 186 species were assessed of which
19 were aquatic and 167 terrestrial. Four (Arocatus
longiceps,Geocoris megacephalus, Phytocoris ustulatus
and Strongylocoris luridus) and 25 species
were reported for the first time in Switzerland and
in Ticino. The number of species known in Ticino is
470 until now. Wet grasslands, alluvial zone meadows,
alluvial woods and marshes were identified as habitats
of particular ecological value for terrestrial true
bugs; whereas for aquatic true bugs the most interesting
habitats were found to be oxbow lakes in direct contact
with the Lake Maggiore. |
Keywords: Heteroptera,
true bugs, southern Switzerland, Canton Ticino, Bolle
di Magadino, lacustrine wetlands, faunistic, ecology. |
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Distribuzione
e potenziale invasivo di Ailanthus altissima
(Mill.)
Swingle nel Ticino centrale |
| Francesco
Arnaboldi |
WSL Sottostazione
Sud delle Alpi, via Belsoggiorno 22, CH-6504 Bellinzona |
| Marco Conedera |
WSL Sottostazione
Sud delle Alpi, via Belsoggiorno 22, CH-6504 Bellinzona |
| Guido Maspoli
|
Museo Cantonale
di Storia Naturale, Viale Cattaneo 4, CH-6900 Lugano |
Riassunto
L’ailanto (Ailanthus
altissima (Mill.) Swingle) rappresenta, unitamente
alla robinia e al ciliegio tardivo, una delle specie
arboree più aggressive e a carattere invasivo
al Sud delle Alpi della Svizzera. In questo contributo
sono esposti i risultati riguardanti la distribuzione
e il potenziale invasivo della specie nel Ticino centrale.
Nella regione di studio l’ailanto sembra avere
un carattere più aggressivo rispetto al Centro
e al Nord Europa, riuscendo a colonizzare diverse tipologie
stazionali sia di fondovalle che di versante. Le sue
possibilità di colonizzazione sembrano essere
essenzialmente legate alla presenza di piante madri
nelle immediate vicinanze di aree a forte disturbo antropico
o a carattere ruderale, assumendo anche un comportamento
emiagriofita. Nelle zone perennemente aperte, come praterie
o brughiere, l’ailanto è tuttavia in grado
di colonizzare anche ecosistemi azonali indisturbati,
facendo pensare ad un comportamento addirittura oloagriofita
con grande pregiudizio per la diversità specifica
di questi ambienti. |
Abstract
Distribution and invasive potential
of Ailanthus altissima (Mill.) Swingle in Central
Ticino
Ailanthus (Ailanthus altissima
[Mill.] Swingle) represents, together with Black Locust
and Black Cherry, one of the most aggressive and invasive
arboreal species south of the Swiss Alps. This paper
outlines the results of a study on the distribution
and invasive potential of this species in central Ticino.
In the study area Ailanthus appears to have
a more aggressive character with respect to Central
and Northern Europe, capable of colonizing diverse zones
such as valley floors as well as slopes. Its capacity
to colonize seems essentially linked to the presence
of mother plants in the immediate vicinity of human-disturbed
or ruderal areas (hemiagriophytic behaviour). In perpetually
open areas, such as prairies or heaths, Ailanthus is
capable of colonizing even undisturbed azonal ecosystems
assuming holoagriophytic behaviour with serious consequences
for the species diversity of these particular environments. |
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Aspetti
ecologici di briofite e licheni nelle comunità
corticicole su Quercus robur |
Guido Brusa
|
Via
Corridoni 97, I-21100 Varese |
Riassunto
Sono state indagate le comunità
a briofite e licheni che vegetano sulla corteccia di
farnia (Quercus robur) nella provincia di Varese
(Lombardia). I risultati mostrano un gradiente ecologico
che è condizionato dal tipo di vegetazione, con
le comunità nelle aree agricole discriminate
da quelle nei boschi. L’accumulo di nutrienti
sulla corteccia è correlato con la ricchezza
floristica dei licheni. Notevole importanza assume la
posizione verticale della comunità sul tronco,
che coincide con un gradiente ecologico e floristico.
La distribuzione di sintaxa, growth-forms e life-strategies
è legata al gradiente individuato. Stress ambientali
di natura antropica sono responsabili della bassa ricchezza
in epifite nella vegetazione boschiva. |
Abstract
Ecological remarks about bryophytes
and lichens of corticolous communities on Quercus
robur. Bryophyte and lichen communities on Common
Oak are investigated in province of Varese (Lombardy).
The results show an ecological gradient affected by
vegetation type. Communities in agricultural areas are
clearly separate from units in woods. Nutrient increase
on bark is correlated with lichen richness. Vertical
zonation of trunk is an important factor related to
an ecological and floristic gradient. The distribution
of sintaxa, growth-forms and life-strategies is linked
to the identified gradient. Environmental man-made stress
involves a lower diversity of epiphytes in wood vegetation. |
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Macrofite
del Lago Ceresio: studio dei popolamenti e della distribuzione
alla luce della nuova situazione trofica del lago, rive
svizzere e rive di Campione d’Italia |
| Beatrice Jann |
Via Nolgio 3,
CH-6900 Massagno |
jann@dial.eunet.ch |
| Luca Paltrinieri
|
Via Ca’del
Caccia 6, CH-6943 Vezia |
lucabiotec@bluewin.ch
|
Riassunto
È stata studiata la
distribuzione delle macrofite sommerse lungo tutto il
litorale del Lago Ceresio, territorio svizzero e Campione
d’Italia. La metodologia usata è quella
del rilievo vegetazionale in situ tra 0 e 15
m di profondità, utilizzando respiratori automatici
e, per una migliore mobilità, uno scooter elettrico
subacqueo. Complessivamente sono state censite 14 specie,
di cui 13 piante vascolari e 1 alga Charophyta. L’analisi
dei dati rivela che non vi sono differenze significative
rispetto a uno studio analogo condotto nel 1981, se
non nella maggiore espansione di gran parte delle specie
e nella profondità superiore alla quale alcune
di esse sono state incontrate. Attualmente le macrofite
ricoprono l’80% del litorale del lago Ceresio
con grandi differenze stazionali. Si è potuto
osservare che, laddove le macrofite sono presenti, esse
tendono a formare dei raggruppamenti da diffusi ad abbondanti
(> 50% dei casi). Nonostante una maggiore trasparenza
delle acque lacustri rispetto al 1981, la qualità
delle acque è ancora valutata come eutrofica
sia in base alla profondità massima alla quale
sono state osservate macrofite (7.1 m) sia in base alla
presenza di specie indicatrici. Lo studio ha infine
permesso di evidenziare la maggiore distribuzione delle
macrofite lungo il litorale del lago, ciò che
accresce la ricchezza e la disponibilità di habitat
per la fauna lacustre. |
Abstract
The distribution of submerged
plants has been studied along the littoral zone of the
Lake of Lugano, along the shores of Switzerland and
Campione d’Italia. The vegetation was observed
in situ from 0 to 15 m depth using SCUBA diving
equipment and, for better mobility, an electric SCUBA
scooter. In total 14 species were found: 13 vascular
plants and 1 Charophyta. There were no significant differences
between this and a previous analogous study completed
in 1981, apart from the larger surface covered by most
species and the deeper depth at which some of the species
are now found. Today macrophytes cover 80% of the observed
shores of the Lake of Lugano, with major difference
between single stations. It was observed that where
macrophytes are present, they tend to form groupings
from widespread to abundant (> 50% of the cases).
In spite of a better water-transparency compared to
1981, the water-quality is still estimated to be eutrophic
according to both the maximum depth (7.1 m) at which
submerged plants are found, and the presence of indicator
species. The study pointed out the larger distribution
of most species along the shores of the littoral zone
of the lake, increasing therefore habitat availability
and richness for the lake fauna. |
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Keywords: macrofite, habitat lacustre,
Lago Ceresio |
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